giovedì 16 aprile 2026

Oltre Francoforte. Wolfgang Streeck, critico del capitalismo globale di Ruggero D'Alessandro (Meltemi)

 Nel Novecento, la Scuola di Francoforte ha impresso una svolta fondamentale alla critica del capitalismo, ma il tardo capitalismo finanziario e globalizzato di oggi richiede nuovi strumenti critici. Il saggio di Ruggero D’Alessandro esplora il pensiero di Wolfgang Streeck – noto in Italia soprattutto per la sua opera Tempo guadagnato (2013) – mettendo in luce la sua originale analisi del rapporto tra economia, politica e società. Ne emerge una riflessione incisiva sul declino dei partiti di sinistra – dagli anni Novanta convertiti al capitalismo neoliberista e non più rappresentativi dei ceti operai, sempre più impoveriti e precari – e una chiave di lettura per comprendere le crisi del presente: dalle disuguaglianze crescenti ai danni ambientali, passando per la “predazione” dei Paesi sfavoriti e per la complessa gestione del fenomeno migratorio





lunedì 13 aprile 2026

Il grado zero del diritto. Saggio su Hans Kelsen di Carlo Nitsch (La nave di Teseo)

La dottrina pura del diritto, come scienza del diritto positivo, è, nelle intenzioni del suo autore, teoria generale del diritto, piuttosto che interpretazione di norme particolari appartenenti a un determinato ordinamento giuridico. L’assunto, la cui esplicita formulazione da parte di Hans Kelsen apre, a distanza di quasi trent’anni l’una dall’altra, tanto la prima quanto la seconda edizione della Reine Rechtslehre, deve fare i conti con la circostanza secondo la quale, nell’orizzonte spirituale di tale dottrina, il paradigma della giuridicità è offerto dal diritto statale. Nello svolgimento della propria riflessione, d’altro canto, Kelsen ha dedicato un particolare impegno allo studio dell’evoluzione degli ordinamenti sociali e all’analisi della controversa giuridicità delle norme che regolano le comunità che Stato non sono, fermando l’attenzione sulla struttura degli ordinamenti giuridici da lui denominati “primitivi”. Un’attenzione, da parte sua, criticamente acuminata, quasi a voler mettere alla prova la propria concezione del diritto, problematizzandone la specifica consistenza, in un contesto decisamente meno rassicurante rispetto a quello della comunità giuridica statale.






venerdì 10 aprile 2026

La questione giustizia. Legge, governo, giurisdizione. Alle radici del problema di Alessandro Corbino (Eurilink University Press)

 Il volume analizza le radici storiche, culturali e politiche della crisi che attraversa oggi l’amministrazione della giustizia in Italia. L’autore mostra come l’attuale sistema, erede di modelli autoritari e centralizzati, si trovi a operare in una società profondamente diversa, segnata da frammentazione culturale, disintermediazione comunicativa e crescente pressione dell’opinione pubblica. Attraverso un percorso che unisce analisi storica – dal mondo antico al modello napoleonico – e riflessione sul presente, l’autore mette in luce i limiti strutturali del rapporto tra potere politico, legge e funzione giudiziaria. Il risultato è un quadro chiaro delle ragioni che alimentano le tensioni odierne e un invito a ripensare princìpi, organizzazione e cultura della giurisdizione per restituire efficacia, credibilità e autorevolezza alla giustizia. Postfazione di Salvatore Aleo




giovedì 9 aprile 2026

Lecce verso il Nobel? Nasce il Tempio della Pace: il “laboratorio” che sfida l’antisemitismo e l’odio nel Mediterraneo e nel mondo

 Nasce a Lecce il Tempio della Pace: dove le fedi si incontrano e la pace si costruisce Il 9 aprile 2026, ore 18,30, nel cuore del centro storico di Lecce, in via Madonna degli Studenti, sarà inaugurato il Tempio della Pace, un laboratorio permanente di dialogo interreligioso e costruzione di pace nel Mediterraneo, promosso dall’Associazione Horah APS ETS con sede a Lecce. In un tempo segnato dal ritorno dell’antisemitismo, dei razzismi e dei linguaggi d’odio, il Tempio della Pace nasce come luogo fisico e simbolico per disarmare le parole, costruire ponti tra le fedi e trasformare Lecce in una città della pace riconosciuta a livello internazionale. All’inaugurazione prenderanno parte autorità politiche, rappresentanti delle comunità cattolica, ebraica, musulmana, ortodossa, altre tradizioni religiose e spirituali, insieme al mondo dell’università e dell’associazionismo. Nel corso della cerimonia verrà presentato il “Patto di Lecce per la Pace”, un impegno comune a promuovere iniziative culturali, educative, artistiche e solidali con al centro la dignità di ogni persona. «Il Tempio della Pace – spiega Grazia Piscopo, presidente dell’Associazione Horah – è la risposta concreta a una cultura dell’odio che ogni giorno avvelena il dibattito pubblico, online e offline. Vogliamo trasformare Lecce, città ponte del Mediterraneo, in un luogo dove le differenze non dividono, ma diventano risorsa di dialogo, ascolto e costruzione di futuro». Il progetto prevede, accanto al Tempio come luogo fisico, una rete diffusa di iniziative: il Primo Forum Interreligioso del Tempio della Pace, il programma “Tempio della Pace nelle scuole”, il Festival della Pace, laboratori artistici, podcast, percorsi di memoria e formazione per giovani e adulti. L’obiettivo, in un arco temporale di 5–7 anni, è costruire un percorso documentato che possa candidare Lecce – o il Tempio della Pace – al Premio Nobel per la Pace, sulla scia di altre esperienze di città e comunità riconosciute per il loro impegno collettivo. Il Tempio della Pace invita fin d’ora istituzioni, fondazioni, imprese e singoli cittadini a diventare “Amici del Tempio”, aderendo all’Albo dei Benefattori e sostenendo le attività attraverso donazioni, partnership, progetti comuni



Convegno n. 669 - IL CAPITALISMO FINANZIARIO: PROMESSE MANCATE E PARADOSSI REALIZZATI

 

giovedì 2 aprile 2026

L'invenzione dell'atto amministrativo. Il pensiero sistematico di Oreste Ranelletti di Antonio Cassatella (Il Mulino)

 La cultura europea ottocentesca ha sviluppato un'autonoma scienza del diritto amministrativo. Un ruolo centrale, nella concezione giuridica dell'amministrazione e dei suoi poteri, ha avuto la teoria dell'atto. Attraverso i propri atti l'amministrazione si manifestava ai cittadini, avvantaggiandoli o pregiudicandoli. Nei confronti degli atti pregiudizievoli contrari alla legge vi era la possibilità di agire in giudizio, sottoponendo ai principi dello Stato di diritto anche gli apparati amministrativi. Il volume ripercorre le matrici culturali della teoria dell'atto, già insite nelle opere di Hobbes, Montesquieu, Hume, Hegel e altri, per individuarne gli sviluppi negli scritti dei giuristi francesi, tedeschi, inglesi, spagnoli e italiani. In tale contesto spicca la figura di Oreste Ranelletti. Tra fine Ottocento e inizio Novecento egli ha dato un decisivo contributo alla tipizzazione degli atti amministrativi e alla loro sistemazione concettuale, in proficuo dialogo con la scienza europea. Le sue tesi vanno storicizzate, ma il metodo che le caratterizza esprime un tratto costante del pensiero giuridico più maturo: l'attitudine a qualificare il reale, in vista della creazione di un ordine strumentale a rafforzare stabilità e certezza delle relazioni sociali




martedì 31 marzo 2026

I diritti umani. Categorie teoriche e sfide giuridiche di Elena Pariotti (Carocci)

 Nella ricerca di un ordine giusto, dentro e fuori i confini degli Stati, i diritti umani restano un punto di riferimento essenziale. Eppure, mai come oggi si parla di una crisi dell'età dei diritti, nella quale le istituzioni internazionali perdono legittimità e le violazioni più gravi divengono maggiormente evidenti. Il volume invita a ripensare che cosa siano i diritti umani, come vadano intesi e quali aspettative possiamo realisticamente nutrire sulla loro protezione. Da una prospettiva teorico-giuridica, intreccia riflessione concettuale e analisi dei processi istituzionali, mostrando come i diritti umani non siano solo un ideale, ma una pratica sociale viva, complessa e insostituibile. In questo senso, a più riprese si evidenzia il ruolo della cooperazione fra i vari soggetti coinvolti nella loro attuazione: teorici, corti, esperti, attori impegnati nel contrasto alle forme di oltraggio della dignità umana. Dalla loro consapevolezza di costituire innanzitutto una sorta di comunità epistemica, che ha parte nella configurazione dei problemi, deriva infatti un imprescindibile contributo alla vitalità della pratica dei diritti




domenica 29 marzo 2026

Diritti digitali. Informatica giuridica per le nuove professioni. Nuova ediz. di Giovanni Ziccardi (Raffaello Cortina Editore)

 La progressiva integrazione delle tecnologie digitali nei contesti sociali, economici e istituzionali ha prodotto trasformazioni che investono anche il diritto e le sue professioni. Questa nuova edizione di Diritti digitali offre una riflessione sistematica sui principali snodi teorici e pratici del diritto nell’epoca dell’intelligenza artificiale. Il testo esplora i mutamenti paradigmatici che investono la funzione giuridica, la produzione normativa, l’amministrazione della giustizia e i diritti fondamentali, in un contesto sempre più caratterizzato da automazione, sorveglianza, profilazione e delega decisionale agli algoritmi. Temi come la regolazione dell’intelligenza artificiale, la cybersecurity, l’etica, i crimini informatici, il legal design, l’Internet delle cose, la governance dei dati e il diritto alla disconnessione vengono affrontati con uno sguardo critico e aggiornato, secondo una prospettiva che coniuga rigore metodologico, attenzione per la prassi e consapevolezza dei cambiamenti in atto





sabato 28 marzo 2026

Tradire come nei romanzi. L'adulterio tra diritto e letteratura nell'Ottocento europeo a cura di Gianmarco Gaspari e Barbara Pozzo (Il Mulino)

 «L'adulterio non è soltanto l'argomento preferito, ma è l'unico argomento di tutti i romanzi»: le parole di Tolstoj riconoscono la centralità di un tema nato con la nascita stessa della letteratura, che nell'Ottocento inizia a confrontarsi con una nuova morale collettiva - attenta alle dinamiche della passione e meno condizionata dai vincoli sociali - ma anche con i nuovi statuti giuridici. Se le diverse legislazioni europee sono unanimi nel sanzionare il solo tradimento di parte femminile, il paradigma narrativo che ha al centro lo «scandalo» di Madame Bovary scoperchia le ipocrisie che sopravvivono tra le mura domestiche, rendendo indispensabile la riconsiderazione dei diritti della donna da parte del legislatore. In questo volume, storici del diritto e della letteratura affrontano nella prospettiva di Law and Literature opere di Pellico, Verga, De Roberto, Pirandello, Imbriani, Flaubert, Tolstoj e Fontane, dimostrando come la comprensione di alcuni dei testi narrativi più rilevanti della cultura europea non possa prescindere dalla loro cornice giuridica





sabato 21 marzo 2026

Giustizia. L'attualità di un antico ideale a cura di Giuditta Matucci (Carocci)

 L'idea di giustizia appartiene tipicamente al mondo dell'infanzia. Dall'essere un sentimento che, soprattutto nelle prime fasi dell'età evolutiva, si abbina a un forte egocentrismo individuale, nell'età adulta essa si trasforma, venendo reinterpretata da molteplici punti di vista. Diversi sono, infatti, i modi di intendere e di affrontare la giustizia ed è difficile che ci si assesti su una medesima concezione. Il libro propone una riflessione su tale concetto: quali siano i suoi possibili significati, quale posizione occupi rispetto alla morale e quale impatto possa avere nella prospettiva di ripensare la società. D'altro canto, discutere su cosa sia la giustizia non è meno importante che indagare sui modi attraverso i quali essa si può realizzare. Centrale in questo senso è il ruolo dell'educazione, strumento necessario, ma spesso non sufficiente, per assicurare gli obiettivi di giustizia sociale, nella prospettiva del più ampio sviluppo della personalità umana, ovvero di quella human flourishing che deve poter interessare tutti i membri – e ciascuno – della società in ragione del principio della pari dignità sociale. Muovendo da una riflessione del filosofo Corrado Del Bò, il volume intende promuovere un confronto sulla portata di un ideale antico ma ancora attuale






sabato 7 marzo 2026

Senza giustizia. Miserie e debolezze delle toghe italiane di Stefano Zurlo (Baldini + Castoldi)

 Un libro necessario mentre il Paese discute di riforme, responsabilità e separazione delle carriere. Perché senza responsabilità non può esistere giustizia.


Quasi seimila ingiuste detenzioni risarcite dallo Stato in otto anni. Trentamila in tre decenni. Migliaia di vite travolte, centinaia di milioni di euro pagati dallo Stato, una sola condanna civile a carico di un magistrato dal 1992. I numeri raccontano una verità scomoda: l’errore giudiziario non è un’eccezione, ma un fenomeno strutturale. E la responsabilità individuale resta un tabù. In Senza giustizia Stefano Zurlo entra nel cuore opaco della magistratura italiana e analizza i casi di malagiustizia arrivati davanti alla Sezione disciplinare del Csm: indagini sbagliate, detenzioni ingiuste, comportamenti inaccettabili, assoluzioni che lasciano sgomenti, sanzioni lievi a fronte di errori devastanti. Un viaggio documentato tra sentenze, statistiche e storie umane che mette a nudo le contraddizioni di un sistema incapace di punire davvero chi sbaglia





Cibo e controllo sociale. La discriminazione di genere in ambito alimentare di Roberta Dameno (Ledizioni)

  Frutto di una ricerca triennale finanziata dall’Unione Europea attraverso il progetto ON Foods, l’opera affronta il diritto all’alimentazi...