domenica 24 maggio 2026

Cibo e controllo sociale. La discriminazione di genere in ambito alimentare di Roberta Dameno (Ledizioni)

 Frutto di una ricerca triennale finanziata dall’Unione Europea attraverso il progetto ON Foods, l’opera affronta il diritto all’alimentazione come questione centrale di giustizia sociale, proponendo il cibo come strumento privilegiato per misurare i livelli di discriminazione presenti nelle società contemporanee e riconoscendo in esso un diritto umano fondamentale intrinsecamente legato alla dignità e all’identità culturale. L’analisi si articola attraverso un approccio sociologico del diritto che esamina come il cibo venga allocato secondo criteri di status economico, etnico, religioso, geografico e, in modo preminente, di genere. Il volume esplora molteplici dimensioni del controllo alimentare: dall’utilizzo del cibo come arma bellica alla sua funzione negli equilibri diplomatici internazionali, dalla perpetuazione delle discriminazioni etniche e religiose ai meccanismi di emancipazione socio-economica attraverso la filiera agroalimentare. Particolare attenzione viene rivolta alle discriminazioni intersezionali, evidenziando come fattori multipli di vulnerabilità si intreccino nel determinare l’insicurezza alimentare, specialmente per le donne migranti e le popolazioni marginalizzate. Questo studio rappresenta un contributo significativo alla comprensione critica dei sistemi alimentari globali, sfidando la narrazione dominante che attribuisce la fame alla crescita demografica. Mediante l’analisi del “paradosso dell’abbondanza” e delle nuove minacce derivanti dai cambiamenti climatici e dalla competizione tecnologica per le risorse naturali, viene fornita una prospettiva innovativa sulla sostenibilità alimentare e sulla necessità di decostruire i meccanismi discriminatori che regolano la distribuzione del cibo. La ricerca si rivela essenziale per operatori politici, studiosi di diritto e società civile, offrendo una base teorica e empirica per promuovere politiche pubbliche che garantiscano il diritto al cibo quale componente irrinunciabile della giustizia sociale e dell’uguaglianza di genere




sabato 23 maggio 2026

L'età del malcontento. La polarizzazione del dibattito pubblico e il fallimento di un grande sogno di Chatterton Williams Thomas ( Mondadori)

 Williams ci ricorda che, al contrario, non esiste alcuna contraddizione tra la lotta per questi valori e una società dedita ai più solidi principi di libertà di espressione e pluralismo di vedute. E ci invita a un atto di coraggio democratico: «Dobbiamo individuare e ripudiare i mezzi dell'estremismo, anche quando si manifestano al servizio di fini che potremmo condividere. È questo il prerequisito elementare della democrazia».


Se la presidenza di Barack Obama sembrava aver inaugurato una nuova epoca - un'epoca in cui il colore della pelle non aveva più importanza -, gli anni successivi hanno raccontato una storia diversa. L'elezione di Donald Trump nel 2016, le proteste di movimenti globali come Black Lives Matter e #MeToo hanno infranto quel sogno e riportato al centro del dibattito pubblico occidentale, non solo americano, pressanti questioni di giustizia sociale, inclusività e diritti delle minoranze. Thomas Chatterton Williams, firma di «The Atlantic» e intellettuale tra i più controversi del nostro tempo, ci offre una riflessione lucida e provocatoria osservando come questo clima di rivendicazione e conflittualità abbia influenzato e mutato linguaggi, simboli e sensibilità con esiti spesso paradossali. Le sacrosante lotte per una maggiore uguaglianza, inclusione e, sopra ogni altra cosa, per una sincera estensione della dignità e del riconoscimento per tutti non ci stanno infatti consegnando un mondo più giusto, bensì più polarizzato. «Nella smania di sanare torti tanto inconfutabili quanto multiformi», stiamo ottenendo l'effetto opposto, esacerbando ferite e rafforzando quelle stesse categorie che vorremmo superare. Con voce personale e incisiva, l'autore critica gli eccessi dell'attivismo, gli atteggiamenti radicali da destra e da sinistra, e indaga le conseguenze di un discorso pubblico che sembra aver abbandonato il confronto autentico a favore di un inedito desiderio di mettere a tacere e neutralizzare la diversità di opinioni





venerdì 22 maggio 2026

In crisi di identità: sociologia del lavoro bancario In crisi di identità: sociologia del lavoro bancario di Christian Murer (Edizioni Epoké)

 Che cosa accade quando la consulenza finanziaria si trasforma in vendita e la fiducia della clientela si incrina? La ricerca di Murer esplora i cambiamenti che hanno investito il settore bancario a partire da una ricerca qualitativa condotta nel 2023 con lavoratrici e lavoratori delle filiali venete di due istituti di credito. In un contesto segnato dalla digitalizzazione, dalla chiusura massiccia degli sportelli e dalla riduzione del personale, il volume mette a fuoco il passaggio da un’identità professionale basata sulla consulenza a una centrata sulla vendita. Con il supporto dei concetti di “lavoro sporco” ed “economia morale”, l’autore indaga le strategie con cui i bancari cercano di resistere a un modello organizzativo sempre più orientato al profitto, nel tentativo di preservare una dignità professionale positiva




mercoledì 20 maggio 2026

Sociologia delle piattaforme digitali. Percorsi del giornalismo contemporaneo di Elena Valentini (Carocci)

 Le piattaforme digitali hanno avuto effetti dirompenti sul giornalismo, indebolendone le basi in una sfera pubblica sempre più frammentata ed eterogenea. La sociologia, in quanto scienza critica e attenta alle dinamiche relazionali, è fondamentale per comprendere come esse ridefiniscono i processi di mediazione, gatekeeping e produzione, le pratiche di distribuzione e consumo di informazione, i rapporti di potere tra gli attori, inclusi quelli tecnologici, in termini di autonomia, negoziazioni e pratiche di resistenza. Il volume esamina i contributi di una prospettiva sociologica allo studio delle piattaforme digitali nel giornalismo, senza tradire la vocazione multidisciplinare dei Journalism Studies, ma valorizzandola. A partire da una mappatura e sistematizzazione di un'ampia letteratura scientifica su piattaforme digitali, algoritmi e intelligenza artificiale, analizza le strategie di editori e testate giornalistiche per costruire la propria presenza sulle piattaforme e bilanciarne il potere, considerando anche quegli attori periferici che provano a intercettare le nuove esperienze mediali dei pubblici. Il libro fornisce chiavi interpretative per leggere l'evoluzione di questo scenario disordinato, nella convinzione che il giornalismo non solo ne rifletta le fratture e talvolta le alimenti, ma possa anche aiutare a ricomporle, rimanendo indispensabile per la salute dei sistemi democratici




martedì 19 maggio 2026

Opere. Vol. 3: 1911-1917 di Hans Kelsen a cura di Agostino Carrino (Rubbettino)

 Questo terzo volume delle Opere di Hans Kelsen contiene gli scritti dal 1911 al 1917. Si tratta in particolare delle polemiche del giurista austriaco con gli autori di impronta sociologica e giusnaturalistica. Si segnala in particolare, oltre alle critiche alla sociologia del diritto di Eugen Ehrlich, lo scritto, èdito per la prima volta in Italia, su “L’idea giuridica e l’idea sociologica dello Stato”. Completano il volume tutti gli scritti sullo Stato di diritto e il costituzionalismo dell’Impero austro-ungarico




domenica 17 maggio 2026

Il mondo vuoto. L'ordine sociale nel crepuscolo del soggetto di Massimo Luciani (Laterza)

 Viviamo in un mondo pieno di individui e vuoto di soggetti. Se il destino del mondo novecentesco è stato segnato da soggettività significative, oggi assistiamo al loro tramonto. Vale per la soggettività individuale, per la soggettività dei corpi intermedi, per la soggettività dello Stato. Come è potuto accadere? E con quali conseguenze? Massimo Luciani, una delle voci più autorevoli del panorama costituzionalistico italiano, ci aiuta a leggere questo grande cambiamento.


Il mondo di oggi, in particolare il mondo occidentale, registra un appannamento del soggetto. Il processo è stato attivato ed è sorretto da possenti mutazioni sistemiche. La parcellizzazione/precarizzazione del lavoro e l’avvento delle tecnologie digitali hanno indebolito la soggettività individuale; la dissoluzione delle (grandi) ideologie ha indebolito la soggettività dei corpi intermedi; la finanziarizzazione dell’economia e la costituzione di inaudite ricchezze private hanno indebolito la soggettività dello Stato. È un processo che una significativa parte della cultura del Novecento non solo non ha contrastato, ma ha convintamente accompagnato e addirittura irrobustito. Il progressivo svuotamento del mondo, che genera un profondo effetto dis-ordinante, altera il funzionamento complessivo dell’ordinamento giuridico e ostacola la progettualità normativa, erodendo la certezza del diritto. Né una resistenza adeguata viene più dal costituzionalismo, che non sempre ostacola il disordine e cerca di costruire un ordine fondato sulla libertà e sull’eguaglianza. È tempo di aprire un percorso di rigenerazione delle sue gloriose categorie e di recupero della sua capacità di incidere positivamente sulla vita degli esseri umani




giovedì 14 maggio 2026

La nascita della filosofia del diritto. Alle origini del pensiero giuridico moderno di Rafael Ramis-Barceló a cura di Marco A. Quiroz Vitale (Mimesis)

 Quest’opera si offre al lettore come un affresco denso e minuzioso del pensiero giuridico nell’aurora dell’età moderna: ne indaga le radici più profonde, ma al contempo ne scruta gli orizzonti futuri. Rafael Ramis-Barceló ci guida in questo viaggio intellettuale con mano sicura, attraverso un’analisi rigorosa che attinge al metodo fecondo della storia concettuale. Le conclusioni cui l’autore perviene, tutt’altro che prevedibili, sovvertono consolidate certezze storiografiche: la nascita della nozione di “filosofia del diritto” viene infatti retrodatata di circa due secoli. Una genesi, questa, che non germoglia in isolamento, ma si intreccia inestricabilmente con le dispute sull’insegnamento universitario della giurisprudenza, nelle accademie europee, e con l’anelito mai sopito dei giuristi di volgere il pensiero giuridico verso una sempre più compiuta autonomia dalla teologia e dalla stessa filosofia




giovedì 7 maggio 2026

Processi, magistrati, ideologie. Sessant’anni di giustizia in Italia 1965-2025 di Riccardo Ferrante (Laterza)

 Un’inedita lettura della storia della giustizia e della magistratura che fa sua l’idea che è solo a partire dal secondo dopoguerra che l’amministrazione della giustizia (penale in specie) assume un ruolo significativo nelle dinamiche sociali, politiche e giuridiche del Paese. Il punto di avvio è lo ‘storico’ congresso della ANM di Gardone del 1965. È da quel momento che ci si pone il problema del ruolo politico che giudici e PM andranno a svolgere in una società che vive la grande stagione delle riforme degli anni ’70 (diritto di famiglia e divorzio, Statuto dei lavoratori, legge Basaglia, SSN). Sono riforme con un’evidente ricaduta giudiziaria. Come lo sono le indagini controverse sui responsabili della strage di piazza Fontana, i processi che hanno riguardato il terrorismo, con le prime forti frizioni tra pubblici ministeri e una parte del mondo della politica, fino allo scontro aperto con l’invio dei Carabinieri, per ordine del presidente Cossiga, al CSM nel 1991. La fase della lotta alla mafia, poi, identifica un ‘nuovo’ modo di svolgere il ruolo inquirente, in concomitanza con l’introduzione in Italia del processo accusatorio. Un’attenzione speciale è data alle posizioni sul ruolo del PM di Giovanni Falcone, così come alla fase di ‘mani pulite’ e l’emersione del populismo giudiziario. Vengono, inoltre, ripresi nelle loro linee principali i fatti più recenti del 2019, il ‘caso Palamara’, poiché hanno trascinato la giurisdizione in una crisi di credibilità grave, e si arriva fino al tema caldissimo della riforma dell’ordinamento giudiziario





giovedì 30 aprile 2026

Le sfide del diritto nell'era dell'intelligenza artificiale a cura di Fabio Giglioni, Francesco Battaglia ( Edizioni Scientifiche Italiane)

 Il volume raccoglie una serie di saggi elaborati prevalentemente da dottorandi del Dottorato in “Diritto pubblico, comparato e internazionale” della Sapienza Università di Roma e, fedele alla struttura del corso del dottorato menzionato, il lavoro adotta una prospettiva interdisciplinare nell’ambito degli studi giuridici. Il contenuto si articola in cinque sezioni: la prima indaga la governance dell’intelligenza artificiale tra principi costituzionali, modelli di regolazione e standard internazionali; la seconda approfondisce il rapporto tra sistemi algoritmici e sicurezza pubblica, con un focus su sorveglianza e protezione dei dati personali; la terza verte su trasparenza e responsabilità; la quarta esamina le dinamiche di mercato, regolamentazione, concorrenza e appalti pubblici; l’ultima, infine, analizza l’impatto dell’intelligenza artificiale sull’amministrazione della giustizia e sulla risoluzione delle controversie internazionali. Un panorama molto ampio di studi e approfondimenti che ha il pregio di essere visto dalle generazioni che più direttamente sono investite dalla trasformazione epocale dell’intelligenza artificiale





mercoledì 22 aprile 2026

Lavorare per gli altri. Un'economia del significato di Vittorio Pelligra (Il Mulino)

 Per troppo tempo abbiamo pensato al lavoro come a una merce, al salario come il suo prezzo e all'impresa come il luogo esclusivo dell'efficienza. Ma il lavoro non produce solo reddito. Produce o distrugge senso, rispetto di sé, fiducia, autonomia, riconoscimento. Può essere un'esperienza di crescita e contributo, oppure uno spazio di umiliazione e logoramento. In questo libro Vittorio Pelligra mostra perché non possiamo più accontentarci di un'economia che pretende di misurare quasi tutto, ma continua a capire poco dell'umano. Dallo studio del malessere organizzativo, delle culture tossiche e della perdita di significato emerge una proposta forte che ci invita a rimettere al centro la dignità, la vocazione e la qualità delle relazioni. Perché un buon lavoro non è solo quello che remunera il giusto, ma quello che permette di dare valore a ciò che si fa e un senso compiuto a ciò che si è




giovedì 16 aprile 2026

Oltre Francoforte. Wolfgang Streeck, critico del capitalismo globale di Ruggero D'Alessandro (Meltemi)

 Nel Novecento, la Scuola di Francoforte ha impresso una svolta fondamentale alla critica del capitalismo, ma il tardo capitalismo finanziario e globalizzato di oggi richiede nuovi strumenti critici. Il saggio di Ruggero D’Alessandro esplora il pensiero di Wolfgang Streeck – noto in Italia soprattutto per la sua opera Tempo guadagnato (2013) – mettendo in luce la sua originale analisi del rapporto tra economia, politica e società. Ne emerge una riflessione incisiva sul declino dei partiti di sinistra – dagli anni Novanta convertiti al capitalismo neoliberista e non più rappresentativi dei ceti operai, sempre più impoveriti e precari – e una chiave di lettura per comprendere le crisi del presente: dalle disuguaglianze crescenti ai danni ambientali, passando per la “predazione” dei Paesi sfavoriti e per la complessa gestione del fenomeno migratorio





lunedì 13 aprile 2026

Il grado zero del diritto. Saggio su Hans Kelsen di Carlo Nitsch (La nave di Teseo)

La dottrina pura del diritto, come scienza del diritto positivo, è, nelle intenzioni del suo autore, teoria generale del diritto, piuttosto che interpretazione di norme particolari appartenenti a un determinato ordinamento giuridico. L’assunto, la cui esplicita formulazione da parte di Hans Kelsen apre, a distanza di quasi trent’anni l’una dall’altra, tanto la prima quanto la seconda edizione della Reine Rechtslehre, deve fare i conti con la circostanza secondo la quale, nell’orizzonte spirituale di tale dottrina, il paradigma della giuridicità è offerto dal diritto statale. Nello svolgimento della propria riflessione, d’altro canto, Kelsen ha dedicato un particolare impegno allo studio dell’evoluzione degli ordinamenti sociali e all’analisi della controversa giuridicità delle norme che regolano le comunità che Stato non sono, fermando l’attenzione sulla struttura degli ordinamenti giuridici da lui denominati “primitivi”. Un’attenzione, da parte sua, criticamente acuminata, quasi a voler mettere alla prova la propria concezione del diritto, problematizzandone la specifica consistenza, in un contesto decisamente meno rassicurante rispetto a quello della comunità giuridica statale.






venerdì 10 aprile 2026

La questione giustizia. Legge, governo, giurisdizione. Alle radici del problema di Alessandro Corbino (Eurilink University Press)

 Il volume analizza le radici storiche, culturali e politiche della crisi che attraversa oggi l’amministrazione della giustizia in Italia. L’autore mostra come l’attuale sistema, erede di modelli autoritari e centralizzati, si trovi a operare in una società profondamente diversa, segnata da frammentazione culturale, disintermediazione comunicativa e crescente pressione dell’opinione pubblica. Attraverso un percorso che unisce analisi storica – dal mondo antico al modello napoleonico – e riflessione sul presente, l’autore mette in luce i limiti strutturali del rapporto tra potere politico, legge e funzione giudiziaria. Il risultato è un quadro chiaro delle ragioni che alimentano le tensioni odierne e un invito a ripensare princìpi, organizzazione e cultura della giurisdizione per restituire efficacia, credibilità e autorevolezza alla giustizia. Postfazione di Salvatore Aleo




giovedì 9 aprile 2026

Lecce verso il Nobel? Nasce il Tempio della Pace: il “laboratorio” che sfida l’antisemitismo e l’odio nel Mediterraneo e nel mondo

 Nasce a Lecce il Tempio della Pace: dove le fedi si incontrano e la pace si costruisce Il 9 aprile 2026, ore 18,30, nel cuore del centro storico di Lecce, in via Madonna degli Studenti, sarà inaugurato il Tempio della Pace, un laboratorio permanente di dialogo interreligioso e costruzione di pace nel Mediterraneo, promosso dall’Associazione Horah APS ETS con sede a Lecce. In un tempo segnato dal ritorno dell’antisemitismo, dei razzismi e dei linguaggi d’odio, il Tempio della Pace nasce come luogo fisico e simbolico per disarmare le parole, costruire ponti tra le fedi e trasformare Lecce in una città della pace riconosciuta a livello internazionale. All’inaugurazione prenderanno parte autorità politiche, rappresentanti delle comunità cattolica, ebraica, musulmana, ortodossa, altre tradizioni religiose e spirituali, insieme al mondo dell’università e dell’associazionismo. Nel corso della cerimonia verrà presentato il “Patto di Lecce per la Pace”, un impegno comune a promuovere iniziative culturali, educative, artistiche e solidali con al centro la dignità di ogni persona. «Il Tempio della Pace – spiega Grazia Piscopo, presidente dell’Associazione Horah – è la risposta concreta a una cultura dell’odio che ogni giorno avvelena il dibattito pubblico, online e offline. Vogliamo trasformare Lecce, città ponte del Mediterraneo, in un luogo dove le differenze non dividono, ma diventano risorsa di dialogo, ascolto e costruzione di futuro». Il progetto prevede, accanto al Tempio come luogo fisico, una rete diffusa di iniziative: il Primo Forum Interreligioso del Tempio della Pace, il programma “Tempio della Pace nelle scuole”, il Festival della Pace, laboratori artistici, podcast, percorsi di memoria e formazione per giovani e adulti. L’obiettivo, in un arco temporale di 5–7 anni, è costruire un percorso documentato che possa candidare Lecce – o il Tempio della Pace – al Premio Nobel per la Pace, sulla scia di altre esperienze di città e comunità riconosciute per il loro impegno collettivo. Il Tempio della Pace invita fin d’ora istituzioni, fondazioni, imprese e singoli cittadini a diventare “Amici del Tempio”, aderendo all’Albo dei Benefattori e sostenendo le attività attraverso donazioni, partnership, progetti comuni



Convegno n. 669 - IL CAPITALISMO FINANZIARIO: PROMESSE MANCATE E PARADOSSI REALIZZATI

 

Cibo e controllo sociale. La discriminazione di genere in ambito alimentare di Roberta Dameno (Ledizioni)

  Frutto di una ricerca triennale finanziata dall’Unione Europea attraverso il progetto ON Foods, l’opera affronta il diritto all’alimentazi...