giovedì 30 aprile 2026

Le sfide del diritto nell'era dell'intelligenza artificiale a cura di Fabio Giglioni, Francesco Battaglia ( Edizioni Scientifiche Italiane)

 Il volume raccoglie una serie di saggi elaborati prevalentemente da dottorandi del Dottorato in “Diritto pubblico, comparato e internazionale” della Sapienza Università di Roma e, fedele alla struttura del corso del dottorato menzionato, il lavoro adotta una prospettiva interdisciplinare nell’ambito degli studi giuridici. Il contenuto si articola in cinque sezioni: la prima indaga la governance dell’intelligenza artificiale tra principi costituzionali, modelli di regolazione e standard internazionali; la seconda approfondisce il rapporto tra sistemi algoritmici e sicurezza pubblica, con un focus su sorveglianza e protezione dei dati personali; la terza verte su trasparenza e responsabilità; la quarta esamina le dinamiche di mercato, regolamentazione, concorrenza e appalti pubblici; l’ultima, infine, analizza l’impatto dell’intelligenza artificiale sull’amministrazione della giustizia e sulla risoluzione delle controversie internazionali. Un panorama molto ampio di studi e approfondimenti che ha il pregio di essere visto dalle generazioni che più direttamente sono investite dalla trasformazione epocale dell’intelligenza artificiale





mercoledì 22 aprile 2026

Lavorare per gli altri. Un'economia del significato di Vittorio Pelligra (Il Mulino)

 Per troppo tempo abbiamo pensato al lavoro come a una merce, al salario come il suo prezzo e all'impresa come il luogo esclusivo dell'efficienza. Ma il lavoro non produce solo reddito. Produce o distrugge senso, rispetto di sé, fiducia, autonomia, riconoscimento. Può essere un'esperienza di crescita e contributo, oppure uno spazio di umiliazione e logoramento. In questo libro Vittorio Pelligra mostra perché non possiamo più accontentarci di un'economia che pretende di misurare quasi tutto, ma continua a capire poco dell'umano. Dallo studio del malessere organizzativo, delle culture tossiche e della perdita di significato emerge una proposta forte che ci invita a rimettere al centro la dignità, la vocazione e la qualità delle relazioni. Perché un buon lavoro non è solo quello che remunera il giusto, ma quello che permette di dare valore a ciò che si fa e un senso compiuto a ciò che si è




giovedì 16 aprile 2026

Oltre Francoforte. Wolfgang Streeck, critico del capitalismo globale di Ruggero D'Alessandro (Meltemi)

 Nel Novecento, la Scuola di Francoforte ha impresso una svolta fondamentale alla critica del capitalismo, ma il tardo capitalismo finanziario e globalizzato di oggi richiede nuovi strumenti critici. Il saggio di Ruggero D’Alessandro esplora il pensiero di Wolfgang Streeck – noto in Italia soprattutto per la sua opera Tempo guadagnato (2013) – mettendo in luce la sua originale analisi del rapporto tra economia, politica e società. Ne emerge una riflessione incisiva sul declino dei partiti di sinistra – dagli anni Novanta convertiti al capitalismo neoliberista e non più rappresentativi dei ceti operai, sempre più impoveriti e precari – e una chiave di lettura per comprendere le crisi del presente: dalle disuguaglianze crescenti ai danni ambientali, passando per la “predazione” dei Paesi sfavoriti e per la complessa gestione del fenomeno migratorio





lunedì 13 aprile 2026

Il grado zero del diritto. Saggio su Hans Kelsen di Carlo Nitsch (La nave di Teseo)

La dottrina pura del diritto, come scienza del diritto positivo, è, nelle intenzioni del suo autore, teoria generale del diritto, piuttosto che interpretazione di norme particolari appartenenti a un determinato ordinamento giuridico. L’assunto, la cui esplicita formulazione da parte di Hans Kelsen apre, a distanza di quasi trent’anni l’una dall’altra, tanto la prima quanto la seconda edizione della Reine Rechtslehre, deve fare i conti con la circostanza secondo la quale, nell’orizzonte spirituale di tale dottrina, il paradigma della giuridicità è offerto dal diritto statale. Nello svolgimento della propria riflessione, d’altro canto, Kelsen ha dedicato un particolare impegno allo studio dell’evoluzione degli ordinamenti sociali e all’analisi della controversa giuridicità delle norme che regolano le comunità che Stato non sono, fermando l’attenzione sulla struttura degli ordinamenti giuridici da lui denominati “primitivi”. Un’attenzione, da parte sua, criticamente acuminata, quasi a voler mettere alla prova la propria concezione del diritto, problematizzandone la specifica consistenza, in un contesto decisamente meno rassicurante rispetto a quello della comunità giuridica statale.






venerdì 10 aprile 2026

La questione giustizia. Legge, governo, giurisdizione. Alle radici del problema di Alessandro Corbino (Eurilink University Press)

 Il volume analizza le radici storiche, culturali e politiche della crisi che attraversa oggi l’amministrazione della giustizia in Italia. L’autore mostra come l’attuale sistema, erede di modelli autoritari e centralizzati, si trovi a operare in una società profondamente diversa, segnata da frammentazione culturale, disintermediazione comunicativa e crescente pressione dell’opinione pubblica. Attraverso un percorso che unisce analisi storica – dal mondo antico al modello napoleonico – e riflessione sul presente, l’autore mette in luce i limiti strutturali del rapporto tra potere politico, legge e funzione giudiziaria. Il risultato è un quadro chiaro delle ragioni che alimentano le tensioni odierne e un invito a ripensare princìpi, organizzazione e cultura della giurisdizione per restituire efficacia, credibilità e autorevolezza alla giustizia. Postfazione di Salvatore Aleo




giovedì 9 aprile 2026

Lecce verso il Nobel? Nasce il Tempio della Pace: il “laboratorio” che sfida l’antisemitismo e l’odio nel Mediterraneo e nel mondo

 Nasce a Lecce il Tempio della Pace: dove le fedi si incontrano e la pace si costruisce Il 9 aprile 2026, ore 18,30, nel cuore del centro storico di Lecce, in via Madonna degli Studenti, sarà inaugurato il Tempio della Pace, un laboratorio permanente di dialogo interreligioso e costruzione di pace nel Mediterraneo, promosso dall’Associazione Horah APS ETS con sede a Lecce. In un tempo segnato dal ritorno dell’antisemitismo, dei razzismi e dei linguaggi d’odio, il Tempio della Pace nasce come luogo fisico e simbolico per disarmare le parole, costruire ponti tra le fedi e trasformare Lecce in una città della pace riconosciuta a livello internazionale. All’inaugurazione prenderanno parte autorità politiche, rappresentanti delle comunità cattolica, ebraica, musulmana, ortodossa, altre tradizioni religiose e spirituali, insieme al mondo dell’università e dell’associazionismo. Nel corso della cerimonia verrà presentato il “Patto di Lecce per la Pace”, un impegno comune a promuovere iniziative culturali, educative, artistiche e solidali con al centro la dignità di ogni persona. «Il Tempio della Pace – spiega Grazia Piscopo, presidente dell’Associazione Horah – è la risposta concreta a una cultura dell’odio che ogni giorno avvelena il dibattito pubblico, online e offline. Vogliamo trasformare Lecce, città ponte del Mediterraneo, in un luogo dove le differenze non dividono, ma diventano risorsa di dialogo, ascolto e costruzione di futuro». Il progetto prevede, accanto al Tempio come luogo fisico, una rete diffusa di iniziative: il Primo Forum Interreligioso del Tempio della Pace, il programma “Tempio della Pace nelle scuole”, il Festival della Pace, laboratori artistici, podcast, percorsi di memoria e formazione per giovani e adulti. L’obiettivo, in un arco temporale di 5–7 anni, è costruire un percorso documentato che possa candidare Lecce – o il Tempio della Pace – al Premio Nobel per la Pace, sulla scia di altre esperienze di città e comunità riconosciute per il loro impegno collettivo. Il Tempio della Pace invita fin d’ora istituzioni, fondazioni, imprese e singoli cittadini a diventare “Amici del Tempio”, aderendo all’Albo dei Benefattori e sostenendo le attività attraverso donazioni, partnership, progetti comuni



Convegno n. 669 - IL CAPITALISMO FINANZIARIO: PROMESSE MANCATE E PARADOSSI REALIZZATI

 

giovedì 2 aprile 2026

L'invenzione dell'atto amministrativo. Il pensiero sistematico di Oreste Ranelletti di Antonio Cassatella (Il Mulino)

 La cultura europea ottocentesca ha sviluppato un'autonoma scienza del diritto amministrativo. Un ruolo centrale, nella concezione giuridica dell'amministrazione e dei suoi poteri, ha avuto la teoria dell'atto. Attraverso i propri atti l'amministrazione si manifestava ai cittadini, avvantaggiandoli o pregiudicandoli. Nei confronti degli atti pregiudizievoli contrari alla legge vi era la possibilità di agire in giudizio, sottoponendo ai principi dello Stato di diritto anche gli apparati amministrativi. Il volume ripercorre le matrici culturali della teoria dell'atto, già insite nelle opere di Hobbes, Montesquieu, Hume, Hegel e altri, per individuarne gli sviluppi negli scritti dei giuristi francesi, tedeschi, inglesi, spagnoli e italiani. In tale contesto spicca la figura di Oreste Ranelletti. Tra fine Ottocento e inizio Novecento egli ha dato un decisivo contributo alla tipizzazione degli atti amministrativi e alla loro sistemazione concettuale, in proficuo dialogo con la scienza europea. Le sue tesi vanno storicizzate, ma il metodo che le caratterizza esprime un tratto costante del pensiero giuridico più maturo: l'attitudine a qualificare il reale, in vista della creazione di un ordine strumentale a rafforzare stabilità e certezza delle relazioni sociali




Cibo e controllo sociale. La discriminazione di genere in ambito alimentare di Roberta Dameno (Ledizioni)

  Frutto di una ricerca triennale finanziata dall’Unione Europea attraverso il progetto ON Foods, l’opera affronta il diritto all’alimentazi...