La dottrina pura del diritto, come scienza del diritto positivo, è, nelle intenzioni del suo autore, teoria generale del diritto, piuttosto che interpretazione di norme particolari appartenenti a un determinato ordinamento giuridico. L’assunto, la cui esplicita formulazione da parte di Hans Kelsen apre, a distanza di quasi trent’anni l’una dall’altra, tanto la prima quanto la seconda edizione della Reine Rechtslehre, deve fare i conti con la circostanza secondo la quale, nell’orizzonte spirituale di tale dottrina, il paradigma della giuridicità è offerto dal diritto statale. Nello svolgimento della propria riflessione, d’altro canto, Kelsen ha dedicato un particolare impegno allo studio dell’evoluzione degli ordinamenti sociali e all’analisi della controversa giuridicità delle norme che regolano le comunità che Stato non sono, fermando l’attenzione sulla struttura degli ordinamenti giuridici da lui denominati “primitivi”. Un’attenzione, da parte sua, criticamente acuminata, quasi a voler mettere alla prova la propria concezione del diritto, problematizzandone la specifica consistenza, in un contesto decisamente meno rassicurante rispetto a quello della comunità giuridica statale.
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