Sul finire degli anni Trenta, il Collegio di Sociologia fondato da Georges Bataille, Roger Caillois e Michel Leiris si misura con le grandi questioni del tempo: la natura del legame sociale e del potere nell’epoca dell’atomizzazione individuale, la crisi della democrazia e l’espandersi del fascismo, il riemergere del sacro sotto forme diverse da quelle delle religioni tradizionali. A partire dalle traiettorie intellettuali dei suoi fondatori – a tratti comuni, talvolta differenti, comunque segnate da medesime inquietudini –, in particolare quelle di Bataille in esperienze come Contre-Attaque e Acéphale, il volume ricostruisce lo sfondo storico, politico, culturale in cui il Collegio pensa, e agisce, interpretando il mondo attraverso lo strumento della “sociologia sacra”. Mette così in luce intuizioni e contraddizioni di un gruppo che, mediante un inusuale sguardo sociologico, antropologico, filosofico e politico, ha intrapreso una ricerca che ha pochi precedenti nella storia intellettuale del Novecento
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